Rialto Verde lampadario in vetro Murano

360,001.300,00

Lampadario in vetro verde chiaro, colore fresco e luminoso, con particolari trasparenti, lavorazione rigadin.

Parti metalliche cromate.

Moderno e particolare, illuminerà la vostra casa di splendidi riverberi.

Descrizione

Lampadario lavorato a mano da maestri muranesi, che riscopre la storia delle tradizioni veneziane dell’ arte del vetro con la precisione e l’attenzione al dettaglio che ci contraddistingue.

 

Ogni fase della lavorazione è artigianale e il lampadario ordinato verrà eseguito espressamente per la Vostra casa.

Provvisto di Certificato di Garanzia e autenticità Belvetro Murano.

 

Ogni lampadario è spedito con pezzi di ricambio inclusi e istruzioni di montaggio per un assemblaggio semplice e veloce.

La consegna avviene in 20-30 giorni con corriere espresso assicurato al 100%.

Desideri avere maggiori informazioni? Non esitare a contattarci, saremo felici di aiutarti nella scelta del tuo lampadario di Murano, un valore che dura nel tempo.

 

Il Ponte di Rialto

La necessità di unire le sponde del canale, per rendere più accessibile il mercato, portò alla costruzione di un ponte di barche nel 1180, denominato Quartarolo dal nome della moneta che costava ai pedoni per l’attraversamento, così come lo ha inciso Jacopo de Barbari nella famosa pianta prospettica datata 1500.
Eretto su pali nel 1264, fu distrutto nel 1310 dai congiurati di Bajamonte Tiepolo ritirandosi dopo il fallito tentativo di impadronirsi del seggio ducale come ultimo tentativo di sfuggire alla cattura ed alla giusta punizione.
Rifabbricato in legno, crollò nel 1450 per il gran numero di persone che accorsero per vedere il passaggio in Canal Grande della Marchesa di Ferrara.

Fu quindi ricostruito ancora una volta, ma più ampio, levatoio, con botteghe su tutta la sua lunghezza e chiuso da cancelli, così come è rappresentato dal famoso dipinto di Vittore Carpaccio, esposto nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Caduto in parte nel 1524, la Repubblica spese, negli anni successivi, notevoli cifre per la manutenzione del ponte, che essendo in legno, durava troppo poco. Bandì quindi un concorso per la sua costruzione in pietra al quale parteciparono molti tra i più famosi architetti dell’epoca. Venne scartato un progetto di Michelangelo, Jacopo Sansovino e quello del Palladio.

La costruzione fu spesso rinviata per motivi economici in primo luogo, visto il cospicuo esborso da parte della Stato Veneziano, ma anche per motivi personali dei vari proprietari dei negozi situati sul ponte in legno che non volevano lasciare la loro attività commerciale, perdendo così il loro sostentamento, durante tutto il periodo di costruzione del nuovo manufatto.

Fra i detrattori di quel tempo, racconta una storiella popolare, ci furono un uomo e una donna. L’uomo andava dicendo: «Non si riuscirà a concludere la costruzione di questo ponte; forse crollerà prima di essere ultimato. Sarà ultimato quando questo – e indicava la propria appendice virile – metterà l’unghia». La donna esclamava: «Non sarà mai portato a termine! Ci scommetto questa – e indicava il basso ventre – me la farò bruciare se riusciranno a finirlo!». Forse non sapevano che altrove erano state gettate da molti secoli arcate di dimensioni ben maggiori. Sui capitelli di due pilastri di Palazzo dei Camerlenghi, ai piedi del ponte, sono scolpiti due bassorilievi rappresentanti un uomo accosciato, con una terza gamba dal piede marcatamente unghiato che gli cresce fra le due normali, e una donna accovacciata sulle fiamme. Sarebbero, secondo la tradizione, i due scornati oppositori dell’architetto Da Ponte.

Informazioni aggiuntive

Peso N/A
Dimensioni N/A
Numero Luci

10, 12, 3, 5, 6, 8

Stile

Modern

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